Notilla sul contesto 'globale' della scrittura verbovisiva

Basterebbero l’articolo sul glitch, oltre ai link qui raccolti, e l’articolo sulla scrittura asemantica comparso su Punto critico il 2 luglio scorso, insieme agli oltre duemilacento blog e spazi in rete segnalati su http://du-champ.blogspot.com, a mostrare quanto sia viva – alive and kicking – e diffusa in Italia e in tutto il mondo la poesia visiva e concreta, l’attività verbovisiva in tutte le sue forme: dalla mail art più (ormai, anche negativamente) standardizzata e nota ai nuovi festival e siti e blog che si occupano attivamente e proficuamente di glitch art.

Basterebbe poi considerare soltanto il lavoro dell’E-poetry festival (http://epc.buffalo.edu/e-poetry/2013/http://epc.buffalo.edu/e-poetry/2013/E-Poetry-2013-Programme.pdfhttps://www.facebook.com/events/343086562460762/) o quello del Text Festival di Bury (Manchester: http://textfestival.com/) o il lavoro di archiviazione della Ohio State University e i link lì segnalati, o l’importanza di UbuWeb, o del Sackner Archive (cfr. questo video, fra l’altro), o l’espandersi dell’area dell’asemic writing (dozzine i link indicabili), per dar conto del fatto che la scrittura verbovisiva, con il sistema-antisistema di legami liberi e reti che genera, la comunità artistica e di fruitori che vi vive e ne proviene (autori e lettori che spesso si immegono per periodi anche nella pura scrittura lineare, e rientrano nel contesto verbovisivo successivamente, o saltuariamente), è una realtà solidissima. Addirittura overwhelming, sovrabbondante, schiacciante (se nel contesto facciamo rientrare il funzionamento dei nostri tablet, e facebook, o i clip e video di cui fruiamo tutti i giorni), che assai felicemente esce dal quadro critico e storiografico dell’accademia.

Marco Giovenale

 

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