Mese: ottobre 2016

Una nota su Abracadabra

di Nadia Agustoni

Nella sua bella postfazione a quest’ultima raccolta poetica di Nicola Ponzio, Renata Morresi si domanda: “Cosa anima questa inaudita profanazione dei mondi fiabeschi?” Se lo chiede non poco sconcertato anche il lettore. Confesso di essere arrivata alla fine del libro senza una risposta in mano. Si erano però aperte varie questioni e nessuna di facile risoluzione. Dirò subito che l’autore, bravissimo, è davvero abile nel non concedere alcun bandolo salvifico e ci lascia lì a sbrogliarcela da soli. I mondi fantastici trattati da Ponzio sono tantissimi e l’elenco finale dei ringraziamenti testimonia la cura della sua ricerca tra autori conosciutissimi come Andersen e i Grimm, Calvino e Collodi, Afanas’ev, Steiner, Propp e molti altri. Abbiamo un catalogo delle favole che si legge come il negativo di tante fotografie. Continua a leggere “Una nota su Abracadabra”

Recensione a Rosaria Lo Russo, “Nel nosocomio” (Effigie, 2016)

Nadia Agustoni

Di cosa ci parla Rosaria Lo Russo nel suo nuovo libro “Nel nosocomio”? Si potrebbe pensare a un luogo ristretto, una grande casa o un condominio adibito alla cura della terza età, ma procedendo nella lettura vediamo che non è così. Libro allegorico, dà conto di alcune, molte anzi, facce del paese Italia. Paese in preda a un vivere meccanico, avulso da tutto quello che può scompaginarne l’ordine apparente. Lo Russo, spietatamente, trova il modo di incarnare sulla pagina vizi e difetti di gente che si compiace troppo di se stessa e più ancora di quello che ha. Perché nessuno sceglie di essere davvero vivo in questi quadri, che l’autrice dispone come per le scene di un teatro, ma dove gli attori potremmo essere anche noi lettori o chiunque conosciamo:

Sposiamo l’idea del nostro direttore: ogni giorno/ che dio mette in terra facciamo almeno un’ora di/ esercizi. C’è una palestra modernissima nel semi- /interrato…” p. 12

Se la saggezza un tempo apparteneva alla vecchiaia, ora è sostituita dalla routine più grigia e banale, quasi ossessiva nei rituali di brioche, cappuccino, pasticche, televisione ecc. Le persone del nosocomio-nazione temono il contatto con gli altri, hanno la fobia dello straniero “gli extracomunitari” che: “Non si lavano bene i denti, non fanno la doccia due volte al giorno… mangiano cavallette fritte e vermi… non sono liberi quelli che chiedono l’elemosina…” p.17 Continua a leggere “Recensione a Rosaria Lo Russo, “Nel nosocomio” (Effigie, 2016)”