Una nota su Abracadabra

di Nadia Agustoni

Nella sua bella postfazione a quest’ultima raccolta poetica di Nicola Ponzio, Renata Morresi si domanda: “Cosa anima questa inaudita profanazione dei mondi fiabeschi?” Se lo chiede non poco sconcertato anche il lettore. Confesso di essere arrivata alla fine del libro senza una risposta in mano. Si erano però aperte varie questioni e nessuna di facile risoluzione. Dirò subito che l’autore, bravissimo, è davvero abile nel non concedere alcun bandolo salvifico e ci lascia lì a sbrogliarcela da soli. I mondi fantastici trattati da Ponzio sono tantissimi e l’elenco finale dei ringraziamenti testimonia la cura della sua ricerca tra autori conosciutissimi come Andersen e i Grimm, Calvino e Collodi, Afanas’ev, Steiner, Propp e molti altri. Abbiamo un catalogo delle favole che si legge come il negativo di tante fotografie. Il chiaro della foto non ci è dato, ma solo ciò che sta dietro, a rimarcare l’infamia di una realtà che penetra sotto la pelle ogni giorno, ma che vogliamo con fastidio rimuovere. Questo libro dà fastidio, insinua pesantemente che il mondo sia altro, una serie di delitti e misfatti a cui qualcuno mette l’abitino della domenica; senza abito il re è nudo lo sappiamo e qualcuno comunque a un certo punto lo fa notare:

 

Brutalizzare la Sposa Bianca e la Sposa Nera

Calpestare con forza l’Osso che canta

Infestare la Casa nel Bosco col Vibrio cholerae

Sfottere la Strega della Bella Addormentata

(10)

 

e ancora:

 

Angosciare la Strega di Hansel e Gretel

Diffamare a mezzo stampa la ragazza mela

Malmenare per spasso i Musicanti di Brema

Confinare su Fhobos il Borgomastro di Hamelin

12

 

L’elencazione lascia poco spazio all’illusione e il linguaggio medio, sempre nella stessa tonalità, rafforza questo senso di caduta. Non c’è cattiveria a cui non si accenni. La distruzione non ha una fine né alcun fine, semplicemente distrugge: non c’è interezza che resista o così sembra. Se aprire il quotidiano al mattino vi lascia ormai per lo più indifferenti, provate con queste favole a rovescio, potreste scoprire che un’inquietudine serpeggia fino a muovervi il sangue e uscirete di casa guardandovi intorno, scrutando in quale realtà vi trovate.

La realtà non è una cosa facile da capire. Come del resto le favole.

*

Nicola Ponzio, Abracadabra (Arcipelagoitaca, 2015)

 

Annunci