di Stelvio Di Spigno

Penso che per capire e apprezzare a pieno Silvia è un anagramma, ultima fatica storico-scientifica di Franco Buffoni, bisogna partire dalla “motivazione prima” che ha indotto l’autore a scriverlo. E credo che essa vada ben al di là di cosa facesse Leopardi nel tempo libero. La ragione predominante è l’indignazione verso il tipo di vita che è toccata in sorte agli omosessuali per secoli, quella di poter essere solo “gay velati”, quando non “gay negati” e perseguitati. Su questo si concentra la critica, la ferrea documentazione scientifica, la storia e la geografia del disonore e del pregiudizio. La vicenda di Leopardi, che sta sullo sfondo e fa colonna vertebrale è come un tronco a quali sono attaccati decine di concetti probatori, di ricerche parallele, di dimostrazioni e documentazioni tanto puntuali e necessarie da non lasciare adito a dubbi.