Tag: Adelelmo Ruggieri

Semprevivi, di Adelelmo Ruggieri (peQuod 2009)

Franca Mancinelli

Semprevivi sono fiori che non hanno bisogno di acqua e di cure e per questo spesso vengono posti accanto alle lapidi. Adelelmo Ruggieri intitola così il suo terzo libro di versi (Semprevivi, peQuod, 2009) riprendendo il titolo di un poemetto in tre parti dedicato proprio alla visita del camposanto e al sentimento che lo guida ad occuparsi dei morti, adempiendo piccoli e semplici gesti. La poesia è per lui un “atto di parola” (questo il titolo della prima parte del libro), un mantenersi fedeli alla vita, alla responsabilità di proteggerla con la propria attenzione, la propria presenza. I suoi versi vorrebbero dunque essere fiori freschi, un dono ripetuto contro il corrompersi, un rito che sospende l’azione del tempo. Continua a leggere “Semprevivi, di Adelelmo Ruggieri (peQuod 2009)”

Annunci

La spiaggia dello sperpero – su "Bagnanti", di Renata Morresi (Perrone, 2013)

Massimo Raffaeli

 

È difficile per un poeta lirico mantenere il tono e il timbro della propria voce nel momento in cui recepisce, dall’esterno, una pluralità di altre voci, è difficile mantenere la cadenza di una partitura metrica quando in tale polifonia esplode l’acustica dell’affollamento, negli spazi aperti ovvero in quelli costipati e reclusi: è difficile ma non è impossibile, come adesso testimonia un libro poetico di Renata Morresi, Bagnanti (Giulio Perrone editore, postfazione di Adelelmo Ruggieri, pp. 79, euro 12), scandito in quattro poemetti che alludono tanto ai luoghi come ai cosiddetti non-luoghi della Polis postmoderna. Morresi è marchigiana, docente di letteratura angloamericana, firmataria finora di un unico libro poetico, Cuore comune, uscito nel 2010 da peQuod, che l’aveva segnalata sia per la voce sempre netta, e a tratti percussiva, sia per la sicurezza con cui alludeva allo stato di cosiddetta normalità che oggi corrisponde, dentro e fuori dagli individui, all’inferno dominante. Continua a leggere “La spiaggia dello sperpero – su "Bagnanti", di Renata Morresi (Perrone, 2013)”

Adelelmo Ruggieri, Semprevivi

 

Manuel Cohen

 

Ti chiamerò per scambiare due parole semplici allora/ quando i giorni a venire saranno meno incerti di ora” (Dipendenza cellulare). La critica più accorta ha ampiamente registrato ‘l’impronta totalmente lirica’ (M. Raffaeli) della ‘voce rastremata ma limpida’ (B. M. Frabotta) che ‘sceglie di correre sul terreno rischiosissimo dell’immediatezza’ (M. Gezzi) di Adelelmo Ruggieri (1954), giunto all’esordio in età matura con La città lontana (2003), quindi Vieni presto domani (2006), ed ora alle stampe con Semprevivi, terza e perfetta tappa di una evidente trilogia-canzoniere o polittico in progress uscita tutta da peQuod. Eppure, il percorso di questo autore parte da molto lontano, dalla fine degli anni Settanta, quando a Fermo, assieme al narratore e sodale Angelo Ferracuti, fonda la rivista «Alias» Continua a leggere “Adelelmo Ruggieri, Semprevivi”