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Pagine di una educazione letteraria. Appunti su "La sadisfazione letteraria" di Corrado Costa

Riccardo Donati

Plus je devrais être raisonnable, plus ma

maudite tête s’irrite et devient libertine

M.me de Saint-Ange ne La Philosophie dans le boudoir

Venire via dall’arte è una grandissima fatica

Corrado Costa, L’incognita borghese

 

Il s’agit d’une éducation…

«Costa ci raggiunge con un misurato ritardo, quando tutto sembra risaputo, e invece di Costa ci rimane tutto da sapere, ossia da leggere»: con queste parole uno dei maggiori poeti contemporanei, Andrea Inglese, ha recentemente reso omaggio al multiforme ingegno di Corrado Costa (1929-1991) in un notevole numero de “il verri” interamente dedicato al poeta di Mulino di Bazzano(1). La figura di Costa, «anima ludica ilare e distruttiva» come lo ha definito il sodale Nanni Balestrini(2), si colloca in una posizione di primo piano non solo entro il vastissimo alveo dell’esperienza neo-avanguardistica, ma anche all’interno di un’ideale «linea emiliana» della nostra letteratura, eccentrica e pungente, ironica e autoironica, che, poniamo, da Delfini e Zavattini giunge fino a Celati e Cavazzoni. Per questo duplice motivo, ha ragione Andrea Cortellessa nell’affermare che Costa non merita la riduttiva etichetta di “minore”(3): quella dell’autore di Pseudobaudelaire è una voce originalissima e dagli esiti rimarchevoli, oltre che una presenza intellettuale di non trascurabile rilievo(4). C’è un testo in particolare che ci sembra confermarlo, un’opera che ha tutte le caratteristiche del manifesto di poetica senza averne affatto l’aria, un libro di natura giocosamente sperimentale e intriso di spunti metaletterari, come ben testimonia il jeu de mots del titolo: La sadisfazione letteraria. Continua a leggere “Pagine di una educazione letteraria. Appunti su "La sadisfazione letteraria" di Corrado Costa”

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Recensione a Mario Benedetti, "Materiali di un’identità", prefazione di A. Anedda (Transeuropa, 2010)

Maria Borio

 

Gli ultimi tre libri di Mario Benedetti formano un sistema dialettico: leggerli in parallelo fa comprendere l’evoluzione di un percorso poetico che raggiunge la sintesi con Materiali di un’identità. La scrittura è composta da poesie, prose e da una «tipologia testuale saggistica» che non abbraccia i meccanismi logici e argomentativi caratteristici del genere: i nessi concettuali sono articolati da una capacità di osservazione interamente lirica. Il libro prosegue la ricerca esistenziale di Umana gloria (2004) e Pitture nere su carta (2008): chi scrive lo fa per trovare e riconoscere se stesso, le esperienze, le cose che gli sono appartenute o che gli appartengono. Continua a leggere “Recensione a Mario Benedetti, "Materiali di un’identità", prefazione di A. Anedda (Transeuropa, 2010)”

Scuoiamenti: Sanguineti, Marsia (e Marx)

Gian Maria Annovi

«Le abitudini si fanno con la pelle / così tutti ce l’hanno se hanno pelle»

(E. Pagliarani, La ragazza Carla)

Dopo averci abituati ai suoi innumerevoli travestimenti, sono certo che Sanguineti mi perdonerà se, per una volta, sarò io a “travestirlo” con le fattezze un po’ grottesche di Marsia, il satiro suonatore di siringa che osò sfidare Apollo. D’altra parte è lo stesso Sanguineti ad autorizzare l’operazione, quando, in Reisebilder 29, si dipinge come un «osceno fauno di mezza / età», e tracciando un proprio autoritratto in Glosse 5 lo completa con «zampe zufolesche». Anche nelle splendide versioni pascoliane di L’ultima passeggiata, il poeta si definisce «faunesco furbesco grottesco», senza contare l’autorappresentazione «zufolante» di Sopra il proprio ritratto e le «sperticatissime siringhe» che costituiscono uno dei numerosi optional del poeta funambolo di Cataletto 12. Continua a leggere “Scuoiamenti: Sanguineti, Marsia (e Marx)”