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La spiaggia dello sperpero – su "Bagnanti", di Renata Morresi (Perrone, 2013)

Massimo Raffaeli

 

È difficile per un poeta lirico mantenere il tono e il timbro della propria voce nel momento in cui recepisce, dall’esterno, una pluralità di altre voci, è difficile mantenere la cadenza di una partitura metrica quando in tale polifonia esplode l’acustica dell’affollamento, negli spazi aperti ovvero in quelli costipati e reclusi: è difficile ma non è impossibile, come adesso testimonia un libro poetico di Renata Morresi, Bagnanti (Giulio Perrone editore, postfazione di Adelelmo Ruggieri, pp. 79, euro 12), scandito in quattro poemetti che alludono tanto ai luoghi come ai cosiddetti non-luoghi della Polis postmoderna. Morresi è marchigiana, docente di letteratura angloamericana, firmataria finora di un unico libro poetico, Cuore comune, uscito nel 2010 da peQuod, che l’aveva segnalata sia per la voce sempre netta, e a tratti percussiva, sia per la sicurezza con cui alludeva allo stato di cosiddetta normalità che oggi corrisponde, dentro e fuori dagli individui, all’inferno dominante. Continua a leggere “La spiaggia dello sperpero – su "Bagnanti", di Renata Morresi (Perrone, 2013)”

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Le strategie del «sottoscritto»: paragrafi per Di Ruscio narratore

Massimo Gezzi

Il memorabile esordio narrativo di Luigi Di Ruscio (Palmiro, il lavoro editoriale, Ancona 1986[1]) si apre con uno sguardo sulla biblioteca di Fermo, custode di «un infinito tutto scritto [che] emanava un grande odore di sudore seccato» (P 11), e si chiude con una delle splendide impennate lirico-memoriali che punteggiano la produzione in prosa dello scrittore fermano:

E tra quelle colline nei sentieri scavati dai paesi diventava facile tutto, e dormire era un precipitare in qualcosa di molto soffice e svegliarmi era un risalire da qualcosa di molto profondo, galleggiare nelle strade e navigare in aria, essere leggeri e felici anche dopo, e dicevo, ecco anche io salgo aerei precipizi e qualsiasi cosa scriveranno di questa terra carnale l’avrò scritta anche io, e ovunque troverete la mia poesia invisibile (P 142). Continua a leggere “Le strategie del «sottoscritto»: paragrafi per Di Ruscio narratore”