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ALBERTO PELLEGATTA, “Ipotesi di felicità”, Mondadori, Milano 2017.

di Stelvio Di Spigno

Dopo il promettente primo lavoro organico, L’ombra della salute, pubblicato nel 2011, Alberto Pellegatta, classe 1978, licenzia ancora per Mondadori un libro di cui è un piacere occuparsi, dal titolo lievemente antifrastico, Ipotesi di felicità. Innanzitutto si tratta di un’opera che presenta un gran numero di aspetti peculiari, ma ciò che colpisce sin dalla prima lettura è la sua originalità, la sicurezza del tratto, la convinzione e la maturità degli assunti, delle immagini, della visione di fondo, come non si vedevano da tempo sulla scena poetica italiana. E va ricordato che da ancora più tempo non succedeva che una tale ricca riuscita fosse riconducibile a un autore che ha saputo guadagnarsi la stima di un grande editore nazionale a meno di quarant’anni, con un lavoro su se stesso e sulla propria scrittura di grande rigore e concretezza.

Ipotesi di felicità è un libro notevole,  che si distacca con forza dalla folla di scritture del nostro presente. Continua a leggere “ALBERTO PELLEGATTA, “Ipotesi di felicità”, Mondadori, Milano 2017.”

Franco Buffoni, "Jucci" (Mondadori, 2014)

Stelvio Di Spigno

Jucci è un libro struggente, quasi un’altra pagina rispetto al Profilo del Rosa (2000), che pure appartiene a quella corda lirica da Buffoni accarezzata in modo tanto originale, senza cadere nei tranelli della lirica. L’ho trovato subito affabile, come se l’urgenza di ricordare e quella di raccontare si fossero fuse in un solo unico intento creativo. Le poesie non sono mai state così delicate e insieme definitive, con finali perfetti, chiusure nette, espressioni icastiche, eppure ricchissime di evocazioni, di sentimento, di pietà. Continua a leggere “Franco Buffoni, "Jucci" (Mondadori, 2014)”

Recensione a Franco Buffoni, "Guerra" (Mondadori 2005)

Stelvio Di Spigno

Bisogna ammettere un certo sgomento rispetto a un libro dall’ampiezza colossale come Guerra di Franco Buffoni, ultimo lavoro poetico di un autore che nell’ultimo decennio è cresciuto più notevolmente che nei tre o quattro precedenti di pratica poetica. «Guerra» è argomento principe dei nostri giorni. Quello che analizziamo, invece, è un libro di circa duecento pagine di testi poetici, Continua a leggere “Recensione a Franco Buffoni, "Guerra" (Mondadori 2005)”

Recensione a Nanni Balestrini, "Caosmogonia" (Mondadori, 2010)

 Cecilia Bello Minciacchi

Cinquant’anni fa, in Linguaggio e opposizione, lo scritto teorico incluso poi nei Novissimi, Nanni Balestrini sosteneva con argomenti assai persuasivi una poesia «come opposizione. Opposizione al dogma e al conformismo che minaccia il nostro cammino, che solidifica le orme alle spalle, che ci avvinghia i piedi, tentando di immobilizzarne i passi». Era il 1960, quando Balestrini scriveva così, ma quello che valeva allora – ideologicamente e letterariamente – vale di fatto ancora oggi. E in modo tanto più drammatico e urgente, diremmo, in quanto certi meccanismi di azzeramento, di “solidificazione”, non solo di ostacolo al cammino, ma di franco regresso, si sono pervicacemente radicati. E ancora più difficile sembra oggi l’opposizione, data la realtà delle condizioni esterne. Che Balestrini da allora non si sia stancato di resistere e di contestare nei modi propri del linguaggio, nella scrittura e nelle opere visive, è testimoniato ancora una volta dal suo ultimo libro di poesia, Caosmogonia (Milano, Mondadori «Lo Specchio», pp. 88, € 14). La collana in cui appare è tra le più stabili sotto il profilo istituzionale, eppure il libro è tutt’altro che rassicurante. Il tono scelto per la contestazione non è gridato né sopra le righe; è piuttosto coerentissimo e costante, esattamente congegnato, e ad ogni rilettura sempre più destabilizzante. Una forma di resistenza profonda, inoculata nel linguaggio, nel suo stesso funzionamento, messo in crisi e fatto saltare, ove sia noto che Balestrini ha sempre inteso il linguaggio come «oggetto della poesia» e «come fatto verbale», e le parole come elementi cui «tendere agguati». Ordine e bellezza sono irrisi a partire dal titolo che rovescia il kosmos delle religiose o mitiche genesi del mondo in chaos. In direzione analoga già andava il titolo ironico di un precedente libro di poesia, Sfinimondo (Napoli, Bibliopolis, 2003), Continua a leggere “Recensione a Nanni Balestrini, "Caosmogonia" (Mondadori, 2010)”

Recensione a Alberto Pellegatta, "L'ombra della salute" (Mondadori, 2011)

Stelvio Di Spigno

Ci sono libri di poesia il cui scriverne non solo non rende giustizia all’autore e all’opera, ma che per la loro rara, ineludibile natura andrebbero scandagliati con una perizia che il piccolo spazio di una recensione o di un articolo non permette, rischiando di dare – anche perché ciò che si va a dire è sempre preliminare alla lettura dei versi in oggetto – un’immagine ben lontana da quel senso di stravolgente ebbrezza che si proverà leggendoli. È il caso de L’ombra della salute di Alberto Pellegatta, giovane autore milanese che dopo anni di attesa propone finalmente una raccolta organica del suo lavoro poetico, finora reperibile solo in “assaggi” editoriali come Mattinata larga, edito da Lietocolle e Paratassi, uscito per le edizioni EDB di Milano. Continua a leggere “Recensione a Alberto Pellegatta, "L'ombra della salute" (Mondadori, 2011)”

Non fare dell’avanguardia (un’arte da museo). Intervento per Nanni Balestrini, “Caosmogonia” (Mondadori, 2010)

Antonio Loreto

L’ultimo lavoro poetico di Balestrini esce nel febbraio del 2010 per “Lo specchio” di Mondadori, dopo essere stato anticipato sull’Almanacco 2008 e in concomitanza con l’autopsicoritratto che del novissimo appare sull’Almanacco 2009. Il fatto nel complesso ha destato meraviglia, e qualche lettore si è chiesto: può Balestrini – campione dell’avanguardia e della controcultura – passare allo Specchio?

Proprio dal principio del 2010 ci si è interrogati su questioni del genere (vedi il caso Nori, e poi Saviano, Mancuso, pur diversi tra loro e rispetto a quello qui in questione), riparlando (per voce di Andrea Cortellessa, prima degli altri) del rapporto tra lo scrittore e il contesto entro cui il lettore lo raggiunge, ribadendo l’ingenuità o la malafede di una pretesa neutralità del contesto e del mezzo. Quanto a Caosmogonia e al suo editore, è notevole l’attacco della recensione (?) di Maurizio Cucchi per “Tuttolibri”: Continua a leggere “Non fare dell’avanguardia (un’arte da museo). Intervento per Nanni Balestrini, “Caosmogonia” (Mondadori, 2010)”