Tag: Nel nosocomio

Recensione a Rosaria Lo Russo, “Nel nosocomio” (Effigie, 2016)

Nadia Agustoni

Di cosa ci parla Rosaria Lo Russo nel suo nuovo libro “Nel nosocomio”? Si potrebbe pensare a un luogo ristretto, una grande casa o un condominio adibito alla cura della terza età, ma procedendo nella lettura vediamo che non è così. Libro allegorico, dà conto di alcune, molte anzi, facce del paese Italia. Paese in preda a un vivere meccanico, avulso da tutto quello che può scompaginarne l’ordine apparente. Lo Russo, spietatamente, trova il modo di incarnare sulla pagina vizi e difetti di gente che si compiace troppo di se stessa e più ancora di quello che ha. Perché nessuno sceglie di essere davvero vivo in questi quadri, che l’autrice dispone come per le scene di un teatro, ma dove gli attori potremmo essere anche noi lettori o chiunque conosciamo:

Sposiamo l’idea del nostro direttore: ogni giorno/ che dio mette in terra facciamo almeno un’ora di/ esercizi. C’è una palestra modernissima nel semi- /interrato…” p. 12

Se la saggezza un tempo apparteneva alla vecchiaia, ora è sostituita dalla routine più grigia e banale, quasi ossessiva nei rituali di brioche, cappuccino, pasticche, televisione ecc. Le persone del nosocomio-nazione temono il contatto con gli altri, hanno la fobia dello straniero “gli extracomunitari” che: “Non si lavano bene i denti, non fanno la doccia due volte al giorno… mangiano cavallette fritte e vermi… non sono liberi quelli che chiedono l’elemosina…” p.17 Continua a leggere “Recensione a Rosaria Lo Russo, “Nel nosocomio” (Effigie, 2016)”

Annunci

Rosaria Lo Russo, Nel Nosocomio (Transeuropa, 2011)

 Renata Morresi

A differenza che nell’ospedale, dove, etimologicamente, si raccolgono gli ospiti, nel nosocomio si cura la malattia, o, se si presta fede all’ipotesi della radice latina nex, la morte. Nel nosocomio di Rosaria Lo Russo, in un gigantesco e grottesco rovesciamento, ci si prende cura, letteralmente, della malattia e della morte, attraverso il culto del consumo e della dissipazione. Lo Russo ci parla con un “noi” ingenuo, impotente, tanto più disperato quanto inconsapevole della sua dissoluzione come corpo sociale e della sua assunzione a corpo docile di foucaultiana memoria.

Sposiamo l’idea del nostro direttore: ogni giorno

che dio mette in terra facciamo almeno un’ora di

esercizi. C’è una palestra modernissima nel semi-

interrato del nostro nosocomio, fornita di tutti

gli attrezzi necessari. Quelli che stanno peggio

possono anche fare yoga, c’è un tizio vestito di

bianco che viene apposta da fuori e fa anche

respirazione. […]

(10) Continua a leggere “Rosaria Lo Russo, Nel Nosocomio (Transeuropa, 2011)”