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Recensione a Guido Mazzoni, "I mondi" (Donzelli 2010)

Massimo Gezzi

Conosciuto finora soprattutto come critico e teorico della letteratura (Forma e solitudine, Marcos y Marcos 2002; Sulla poesia moderna, il Mulino 2005), Guido Mazzoni dà conto, con questo suo primo libro, di una ricerca decennale di cui solo alcune riviste e il Terzo quaderno italiano curato da Franco Buffoni (Guerini 1992) serbavano le tracce. Valeva la pena di aspettare: I mondi rappresenta infatti uno degli esordi più notevoli e perentori degli ultimi dieci anni di poesia.

La poesia di Mazzoni è piuttosto anomala: ragiona in modo lucidissimo, talvolta persino dichiarando il proprio contenuto di verità, senza concedere risarcimenti estetici al lettore (al contrario, per esempio, del grande archetipo leopardiano); si innesta su una linea e una poetica, quelle del classicismo moderno studiato a fondo dall’autore, cancellandone però tutte le prospettive di salvezza (la metafisica montaliana; il sollievo e «la gioia» di Sereni; le allegorie a sfondo palingenetico di Fortini); accetta lo stato delle cose sia in termini storici che letterari, adottando il genere della lirica ma svuotandolo dal di dentro della sua ragion d’essere. Illuminare meglio quest’ultimo punto significherà rendere conto del libro. Continua a leggere “Recensione a Guido Mazzoni, "I mondi" (Donzelli 2010)”